SALERNITANA: TESTA AL SASSUOLO –

Correggere, dare sicurezze, ritrovare gol e punti partendo da una fase difensiva più solida: c’è il Sassuolo nei pensieri di Stefano Colantuono che, da allenatore più esperto del lotto in B, sa bene che tutto parta dalla testa dei calciatori. La squadra granata ha al suo interno elementi di esperienza e qualità, ma ha finora pagato dazio agli infortuni, al ritardo di condizione di diversi calciatori, magari anche ad episodi avversi e, va detto, anche ad una linea tattica che non sempre ha pagato. Troppi gol subiti in contropiede, troppe difficoltà a trovare varchi nelle difese avversarie, tanto possesso palla e poca resa finale: ora bisognerà fare anche qualcosa di diverso, sicuramente si dovrà da parte di tutti fare qualcosa in più per avere risultati migliori e per svoltare in classifica. I tredici punti da cui la Salernitana riparte dopo la sosta ed il cambio in panchina sono un bottino non del tutto soddisfacente, altrimenti non si sarebbe cambiato il manico. Un’operazione del genere mette a nudo limiti e difetti, costringe a cambiare anche alcuni atteggiamenti. Su tutto questo sta già lavorando Colantuono che nel test con la Primavera ha provato la difesa a tre. Potrebbe essere questa la novità più eclatante con cui la Salernitana si presenterà sabato al Mapei Stadium. Bronn e Ferrari aspettano Jaroszynski che potrebbe recuperare e giocare dal primo minuto. Ruggeri e Velthuis si tengono in preallarme. In mediana si ripartirà da Soriano ed Amatucci cui si aggiungerà Tello in attesa che Reine- Adelaide possa tornare al top. Il francese a Reggio Emilia ci sarà, ma partirà dalla panchina. In attacco Verde, che è stato esentato dalla sgambatura di sabato, sarà l’uomo di qualità a sostegno del centravanti. Torregrossa è ai box, uno tra Simy e Wlodarczyk, in gol su rigore in nazionale, giocherà dall’inizio. Squalificato Stojanovic, sulle fasce spazio a Ghiglione e Njoh. La Salernitana sa che ora contano i fatti e i risultati perché è questo il momento di invertire la rotta.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto