Restano poco chiari e ancora tutti da definire i tragici contorni che hanno accompagnato la morte di Carla D’Acunto, nota ristoratrice di Salerno, titolare del locale Mediterraneo, in via Michelangelo Testa a Salerno. Davanti al locale, questa mattina, solo un mazzo di fiori ed una scritta che annuncia che il locale è chiuso per lutto. Uno spazio nel quale come tanti amici stanno ricordando sulla bacheca del suo profilo Facebook era non solo un luogo dove mangiare, ma dove trovare sempre la affettuosa accoglienza di Carla, un carattere molto apprezzato come ha scritto anche il sindaco di Salerno nel suo messaggio di cordoglio, rispetto al quale nessuno riesce a sostenere l’ipotesi che la sua morte possa essere stata legata alla volontà di mettere fine alla sua vita spontaneamente. L’ipotesi del suicidio circolata subito dopo la notizia del suo decesso non sembra reggere in piedi e sono le forze dell’ordine a lavorare per ricostruire la dinamica di quanto è accaduto mentre la donna si trovava in auto con il figlio, ora indagato per istigazione al suicidio. Il suo legale, Michele Sarno ha già nominato il consulente di parte che dovrà partecipare all’autopsia sulla salma della vittima, deceduta poco dopo l’arrivo al pronto soccorso. ci sono molti testimoni che hanno assistito allo straziante soccorso di Carla, mentre il figlio urlava frasi sconnesse e violente ed una donna giovane lo invitata a calmarsi. Carla è giunta in ambulanza ma al pronto soccorso in evidente strato di alterazione è arrivato anche il figlio, già gravata da due provvedimenti precedenti per codici rossi. Ma, diversamente da quanto diffuso in un primo momento, non c’è stata nessuna aggressione al Pronto soccorso. Lo ha chiarito l’ospedale scrivendo in una nota che l’uomo versava in un comprensibile stato di agitazione ma non ha arrecato alcun danno alla struttura, non ha colpito nessuno e non ha distrutto il pronto soccorso; lo stesso è stato assistito, così come da prassi, dal personale medico, socio sanitario, dalle guardie giurate e dal drappello del Ruggi, anch’esso intervenuto tempestivamente. Il Direttore del Pronto Soccorso, dottore Antonio Petrocelli, così come testimonia l’assistente sociale in servizio dott.ssa Serena Delli Gatti, non si è mai allontanato dal luogo di lavoro ma ha più volte dimostrato la sua totale collaborazione e come di consueto, ha gestito in prima persona ogni fase della delicata vicenda. Inoltre è il primario stesso a dichiarare che la sua presenza sul luogo è confermata ed attestata da un verbale della squadra mobile, anch’essa intervenuta presso il nosocomio.
