Dodici punti in undici partite. I numeri della Salernitana con Roberto Breda sono spietati ed ancorano il tecnico e la società a responsabilità ben precise. Non è tanto la sconfitta di ieri col Palermo quanto il primo tempo privo di contenuti a dover far riflettere. Breda ha schierato in avvio Raimondo con Cerri ma l’intento di sfruttare la profondità è rimasto su carta perché il Palermo ha fatto girare palla a suo piacimento, trovando varchi invitanti in cui affondare. L’infortunio di Bronn, che potrebbe aver chiuso il campionato in anticipo, non ha consigliato al tecnico di ridisegnare la squadra passando al 4-4-2 per occupare meglio il campo in ampiezza. Dentro il timido Ruggeri e conferma del 3-5-2 che non aveva possibilità di opporsi alla manovra del Palermo perché la squadra era lunga, spaccata e a centrocampo Zuccon e Soriano non uscivano con i tempi giusti per chiudere sulle fasce le avanzate dei calciatori di Dionisi. Nessun cambio d’impostazione, nessuna contromossa, solo la speranza che, incassato il primo gol, la squadra non subisse anche il secondo nel primo tempo. Più o meno così ha vissuto la prima frazione di gioco Breda che nella ripresa ha messo dentro Tongya e Verde che hanno dato qualcosa in termini di dinamismo e qualità, ma là davanti Cerri non è mai riuscito ad incidere confermando tutte le difficoltà fisiche e mentali che aveva denotato già prima della sosta. Raimondo, invece, ha confermato di essere troppo acerbo e, forse, averlo ingaggiato promettendogli il posto da titolare, preludio a caterve di gol, è stato un autogol. Il Palermo ha gestito, ma ha comunque preso gol di testa da Amatucci nell’unica occasione in cui Corazza ha crossato di destro dalla destra. Nel recupero la Salernitana ci ha sperato almeno ma non aveva più energie per l’ultimo assalto. In classifica i granata sono penultimi, staccati di due punti da Samp e Reggiana, di tre dal Mantova e lontani quattro punti dalla salvezza diretta. E sabato c’è la trasferta di Castellammare da affrontare senza Amatucci, squalificato, e Bronn. La società ha confermato la fiducia a Breda che non ha dato la svolta. Lo ha fatto Bianco a Frosinone con 13 punti in 5 gare. Stamattina dal club è giunta comunicazione della presenza al Mary Rosy di Valentini e Milan. Ma il medico non deve accorrere al capezzale dell’ammalato quando la situazione è precipitata. Insomma, la Salernitana continua a sbagliare i tempi e i modi, ma soprattutto sbaglia nella sostanza messaggi e scelte. Da due anni la società vive un clima di precarietà, con decisioni prese sempre fuori tempo massimo e poi sconfessate da quelle successive. Insomma, nella sostanza ogni giorno si afferma e si conferma una inadeguatezza di fondo, una evidente incapacità di maneggiare la materia calcio. Con sette partite da giocare e una classifica che, da gennaio ad oggi, nonostante il terzo allenatore stagionale ed il secondo ds della serie e nonostante nove innesti dal mercato invernale è rimasta quasi uguale, ci sarebbe solo da prendere atto che la direzione presa porta ad un vicolo cieco. Si è deciso di non decidere per salvaguardare singole posizioni, ma così si rischia seriamente di non fare il bene della Salernitana. Chi ha firmato in estate il piano triennale di rilancio, al momento ha firmato una seconda, possibile retrocessione con l’avallo di una proprietà che resta distante, nonostante il suo entourage si sforzi di far arrivare messaggi di segno opposto.
