SALERNITANA: UN’ALTRA OCCASIONE PERSA –

Quasi diciottomila spettatori sugli spalti, pieni di speranza e animati dal desiderio di dare un contributo in termini di spinta emotiva, praticamente tutti i risultati delle dirette concorrenti favorevoli ed un avversario che era all’ultima spiaggia: c’erano tutte le condizioni perché ieri la Salernitana centrasse all’Arechi la terza vittoria consecutiva in casa, ma il Frosinone ha avuto il merito di entrare in campo deciso e determinato facendo saltare i piani di Breda. Il tecnico granata aveva scelto di giocare col doppio trequartista a ridosso di Cerri lasciando a Caligara ed Amatucci il compito di dare equilibrio a centrocampo. Tuttavia, la squadra ospite ha subito preso il comando del gioco, approfittando della eccessiva libertà concessa a Bohinen, bravo a far girare palla o a rompere la linea del pressing con un dribbling così da dare autostrade ai suoi compagni per arrivare indisturbati o quasi dalle parti dell’area di rigore granata. Proprio così è arrivato il gol di Partipilo che ha coronato un’ampia fase iniziale dominata dai ciociari, nonostante anche dal campo e non solo dalla tribuna fosse apparsa evidente l’eccessiva lunghezza della Salernitana, incapace di tenere le distanze giuste tra i reparti. Ammonito all’alba del match, Caligara ha dato pochissimo nelle due fasi di gioco ma Breda ha voluto togliere dal campo a pochi minuti dalla fine del primo tempo Reine-Adelaide che ieri aveva addirittura accennato contrasti e rincorse prima di perdere qualche pallone nel tentativo di dare il via con azioni personali alla manovra. L’ingresso di Tongya anziché di Soriano al posto del francese non ha pagato, anche perché l’ex Odense è stato impiegato da mezzala, ruolo che ha dimostrato di non gradire. Con Zuccon a centrocampo nella ripresa la Salernitana ha guadagnato metri ed intensità e con Ghiglione ha trovato il pareggio. Corazza, Cerri, Bronn e Raimondo hanno avuto anche la palla del sorpasso ma le parate di Cerofolini e qualche errore di mira hanno blindato il pareggio che fa morale per il Frosinone e condanna la Salernitana ad un finale di stagione in cui i margini di errore saranno pressoché nulli, a cominciare dalla trasferta di sabato a Cesena sul campo di una squadra in salute che è ben dentro la zona playoff. Nemmeno l’espulsione di Di Chiara e poi quella di Kone nel recupero hanno favorito scelte diverse dalla panchina al momento di ricorrere all’ultimo slot. E’ vero che Ghiglione ha chiesto il cambio, ma, vista la superiorità numerica, si poteva osare un po’ di più, spostando Tongya a destra o inserendo da quella parte Braaf per provare a sfruttare l’ampiezza con qualche cross in più da recapitare in area. C’è confusione e senza lucidità non si va da nessuna parte. La Salernitana ha confermato fiducia in Breda, ma servono ora scelte nette, anche forti se necessario, perché il gap di tre punti non è incolmabile a patto che si cominci a vincere.

Autore dell'articolo: Nicola Roberto