Negli occhi dei salernitani e – da oggi – anche al parco Arbostella ci saranno gli occhi di Elisa Claps, una farfalla adesso libera di volare che ha trovato la sua pace proprio nella città di Arechi. “Salerno ha fatto molto di più del mio paese diorigine, la porto nel cuore”. A parlare con le lacrime agli occhi è la mamma di Elisa Claps, Filomena Iemma che questa mattina insieme ad Ermenegildo Claps ha presenziato alla cerimonia di intitolazione di una rotatoria nei pressi del parco Arbostella nell’estrema zona orientale di Salerno. L’amministrazione comunale dell’ente di via Roma e la vicesindaca Paky Memoli hanno voluto rendere omaggio ad Elisa, scomparsa nel 1993 e vittima di femminicidio. Durante la cerimonia di intitolazione un momento molto sentito con l’esibizione del coro pop del conservatorio Martucci che ha intonato a cappella prima l’inno di Mameli e poi “La Cura” di Battiato dinanzi alle istituzioni e al questore di Salerno Giancarlo Conticchio. Fu proprio Rosa Volpe – attualmente procuratore generale a Salerno – a far riaprire il caso Claps dopo il ritrovamento dei resti all’interno della chiesa dove la giovane fu uccisa da Danilo Restivo, attualmente condannato all’ergastolo. La famiglia Claps ha voluto ricordare anche l’avvocato Giuliana Scarpetta per la sensibilità e la tenacia con le quali ha supportato proprio mamma Filomena e Gildo nella battaglia legale. A fare una considerazione per la giornata significativa dell’8 marzo anche il primo cittadino Vincenzo Napoli: “Le donne non vanno festeggiate o celebrate. Vanno rispettate e valorizzate – ha scritto – sono esempi di lotta, coraggio e autodeterminazione. I dati che ancora oggi leggiamo prospettano quadri poco entusiasmanti. Le donne, troppo spesso, sono più istruite ma guadagnano di meno, non ricoprono i giusti ruoli dirigenziali che gli spetterebbero, devono scegliere tra lavoro e famiglia, devono sacrificare aspirazioni e ambizioni per sottoculture patriarcali e retrograde. I divari uomo/donna sono, in ogni ambito, ancora preoccupanti. Le istituzioni possono e devono fare la loro parte. La politica deve essere sempre più incisiva con un impegno costante e deciso. Ma anche la scuola, le famiglie devono contribuire a creare una maggiore cultura di rispetto e parità di trattamento. Oggi il mio pensiero va alle spose bambine, alle donne imbavagliate da regimi autoritari che distorcono i dettami della propria religione per far tacere le libertà di pensiero femminile; penso alle donne costrette a subire le violenze di mariti e compagni che dietro falsi amori creano prigioni invisibili. L’8 marzo deve essere ogni giorno”.