Un’estate fa, quella da poco trascorsa per capirci, a Salerno si stava per abbozzare il primo, vero progetto tecnico da quando Lotito e Mezzaroma sono i proprietari del club granata. La scelta di affidarsi ad un allenatore emergente ma già con una breve esperienza in massima serie e di allestire, poi, una squadra in linea con le sue idee intrigava non poco. Poi, però, è andata diversamente perchè Bielsa è rimasto nella sua Rosario e Lotito ha dirottato sulla panca della Lazio Simone Inzaghi che avrebbe allenato la Salernitana “con lo stesso entusiasmo” con il quale sta allenando ora i biancocelesti. Lo ha detto, nel corso del suo intervento a “Radio anch’io sport”, lo stesso tecnico piacentino ricordando le vicende di questa estate, quando sembrava fosse destinato a guidare la Salernitana (anch’essa di proprietà di Claudio Lotito), mentre la Lazio – che Inzaghi aveva guidato con buoni risultati sul finire di campionato- era stata invece affidata al tecnico argentino Bielsa. Inzaghi poi fu richiamato al posto dell’argentino. “Si vede che era destino -ha commentato il tecnico laziale. Sarei andato a Salerno senza problemi e avrei fatto del mio meglio là con grandissimo entusiasmo, poi sono venuto qua”. Lotito si gode il no di Bielsa ed i frutti del lavoro di Inzaghi, uno che ha idee e carisma e che sta riportando in alto la Lazio a dispetto dello scetticismo iniziale. A Salerno, invece, il patron non può ostentare la stessa soddisfazione perchè, ritenendo di aver allestito una squadra da playoff, deve fare i conti con una classifica appena sufficiente per tenersi a distanza dalla zona playout. Ecco perchè Giuseppe Sannino resta un allenatore sotto esame, chiamato a rafforzare la sua posizione con un filotto di risultati utili e con una più generale crescita sul piano del gioco e delle prestazioni. A cominciare dalla gara con la Pro Vercelli, una sorta di incrocio pericoloso perchè, se sulla carta potrebbe apparire un impegno alla portata, dall’altro bisognerà schivare le insidie derivanti da un approccio non adeguato. Ed in più, va detto, Sannino potrebbe essere costretto a fare i conti con i problemi fisici di alcuni titolari. Perico ed Odjer sono a rischio. Il difensore dovrebbe recuperare, il mediano potrebbe alzare bandiera bianca ed a quel punto diventerebbe fondamentale il ritorno di Busellato. Senza l’ex Ternana, infatti, a centrocampo Sannino avrebbe Ronaldo e Della Rocca, che non sembrano nati per giocare in tandem, oltre a Zito, adattabile come mezz’ala ma nel centrocampo a tre. La coperta in mediana è corta ed a gennaio bisognerà apportare correttivi di spessore per garantirsi una seconda parte del campionato con minori assilli. Se in difesa le alternative non mancano, a centrocampo non è così e la cosa è ancor più grave se si pensa che già lo scorso anno la Salernitana aveva gli uomini contati proprio nel reparto mediano, quello in cui, vista l’intensità con cui si gioca in cadetteria, sarebbe auspicabile avere più alternative. Perseverato nell’errore, ora la Salernitana deve limitare i danni per poi rimediarvi al momento giusto.
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